Sacconi: Richiamerò parti ad avviso comune
Il neo ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intende cercare con le parti sociali una linea comune in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Lo dice nel corso della trasmissione di Canale 5 ‘Panorama del giorno’.
“Io ho doverosamente preso atto che c’è stata consegnata una rottura lacerante fra organizzazioni lavoratori e imprenditori. Nel senso che tutte e 15 le organizzazioni dei datori di lavoro, dei lavoratori autonomi, e delle imprese hanno aspramente criticato quel testo unico“.
E aggiunge: “La collaborazione ha un valore in se e io cercherò di richiamare le parti a un avviso comune su questa materia“.
Secondo Sacconi su questo tema c’è un approccio esasperatamente formalistico “si dà più attenzione a una serie di adempimenti formali sostenuti da pesanti sanzioni che non a un approccio più sostanziale, che dovrebbe essere fatto di prevenzione, formazione e informazione, in modo che davvero si creino ambienti di lavoro più sicuri“.
“Spesso il formalismo esasperato” - continua il ministro - “allontana da un’attenzione sostanziale a produrre un ambiente di lavoro più sicuro“.
Inoltre, il neo ministro ritiene il lavoro femminile “certamente una priorità” e ricorda Marco Biagi che diceva che “è la misura del successo delle politiche del lavoro“.
Alla domanda del giornalista che chiede se verranno adottate presto misure su questo tema, risponde: “Adesso vedremo perchè il problema del lavoro femminile è soprattutto un problema di orario di lavoro e di servizi di cura all’infanzia“.
Infine, a proposito di uno Statuto dei lavoratori più moderno, afferma: “Mi riferisco al grande sogno di Marco Biagi che era quello di produrre un moderno statuto dei lavori capace di individuare le tutele essenziali e fondamentali in modo che siano effettive nei diversi lavori che oggi caratterizzano il modo di produrre“.
“E’ un progetto ambizioso” - dice - “ma non prioritario, nel senso che c’è un’evidente priorità che riguarda il diritto fondamentale alla sicurezza, e anche quello del diritto a una giusta retribuzione che si deve realizzare con componenti variabili del salario tali da riflettere il contributo che ciascuno da alla competitività, allo sviluppo e ai risultati dell’impresa“.